Irama lancia “Giovani”, un album d’amore e di riscatto

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Ormai è sempre più probabile imbattersi in album musicali che portano la firma di un concorrente di “Amici” o di “X Factor”. Quest’anno per esempio “X Factor” ci ha riportato all’attenzione il volto di Enrico Nigiotti, cantautore che aveva preso parte da “Amici” diverse edizioni fa e che è arrivato finalista a Sanremo Giovani 2015. Di contro, ad “Amici” è arrivato Irama, e anche lui non è arrivato in trasmissione da perfetto sconosciuto: Irama lo si conosceva già prima, tanto che lo avevamo visto sia a Sanremo (correva l’anno 2016) sia al Summer Festival.

Ed è proprio su Irama che ci concentreremo in questo approfondimento, visto e considerato che parliamo di un ragazzo che sta facendo breccia nel mercato musicale e attorno a cui ruotano aneddoti che hanno aiutato a renderlo ancor più noto.

Per esempio, desta curiosità la fine del rapporto con la sua ex casa discografica, nei confronti della quale si era espresso talvolta molto duramente, e la partecipazione ad “Amici” voluta proprio per provare a rilanciarsi dopo un’uscita di scena alquanto “violenta”. E considerata la piega che hanno preso gli eventi, sembra proprio che Irama sia riuscito a prendersi quel riscatto che andava tanto cercando: dopo l’avventura su Canale 5, per lui ci sono state praticamente solo gioie. Prima il rilascio del tormentone estivo “Nera”, che ha raggiunto numeri da capogiro, e poi l’album “Giovani”, che segna il secondo disco nell’arco di un anno (un po’ come fece Riki, altro giovane cantante reduce dalla scuola di Maria De Filippi).

Le dieci canzoni contenute nell’album trattano naturalmente il tema dell’amore, che continua a rimanere quello preferito dai cantautori nostrani, ma spaziano saggiamente anche tra il dolore e la voglia di riscatto di Irama.

Lui cita Kurt Cobain su un filo trap (“Stanotte”), dice molto chiaramente di sentirsi una rockstar e di voler continuare a puntare in alto, e a chi gli chiede da cosa tragga ispirazione la copertina del disco, risponde che si tratta di un tributo a una storica foto di Jim Morrison. Irama, in questo album, è davvero arrabbiato: se la prende con i “perbenisti del cazzo che parlano d’amore a Sanremo ma poi si sparerebbero solo per qualche premio” (“Non mollo mai”), mentre in “Poi, poi, poi…” si scaraventa contro quelli che non credono in lui e contro quelli che ora gli ruotano attorno ma che prima, quando non ancora non aveva tutto questo successo, neppure si facevano vedere (“Dove eravate quando mi chiudevo in casa per giorni, quando mi mangiavo i sogni?”).

Ma in questo disco non c’è spazio solo per la rabbia, anzi, all’amore e al sentimento viene dato ampio spazio. Pezzi come “Vuoi sposarmi?” e “Sceglimi” dopotutto sono la quintessenza di tutto ciò.

Con questo album, Irama, appena 22enne, tenta di raccontare quella che è la sua generazione, e di farlo pur essendo consapevole del fatto che nel panorama musicale ci sono tanti altri artisti e gruppi che questo lo fanno già e lo fanno anche piuttosto bene. Lui però ha il vantaggio di essere stato introdotto da “Amici” e quindi di avere già un pubblico che lo ha imparato a conoscere non solo dal punto di vista artistico e musicale, ma anche nel suo lato più intimo. E poi c’è la (bella) presenza, che sul mercato giovanile, ancor più quando questi giovani sono per lo più ragazzine, pesa sempre parecchio.