Yombe, il duo che si muove tra cultura, erotismo e sperimentazione

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Gli Yombe sono una coppia sia nella vita che sul palco. Il loro è un mix di voci che si combinano alla perfezione e che con il supporto di percussioni e tastiere, nonché di danze sinuose, riescono a trasmettere ogni tipo di messaggio. Il duo di origini napoletane esce da un periodo di sperimentazione che ha trovato in GOOOD la sua prima tappa: l’album è uscito lo scorso 27 novembre per Carosello Records, ed esattamente come c’era da aspettarsi combina alla perfezione sonorità R&B, soul ed elettro pop, rivisitate però con uno sguardo minimalista.

Ma come nascono gli Yombe? Alfredo spiega che “tutto nasce dalle nostre orecchie, rivolte all’estero per carpire novità del nu soul o dell’R&B contemporaneo. Al tempo stesso non possiamo rinnegare le nostre origini napoletane e quindi non possiamo accantonare quel gusto ritmico, dai tratti arabeggianti, che nasce e si sviluppa nella nostra terra. In un certo senso cerchiamo di portare avanti ciò che cominciarono a fare già gli artisti napoletani degli anni ’70 e ’80, ossia guadare al di là dei confini ma consapevoli di avere un’identità ben precisa alle spalle”.

Gli Yombe si caratterizzano anche per un’anima intimista, personale, introspettiva. E per dei suoni che richiamano neanche tanto velatamente la soul music. “Si – spiega Carola – a noi interessa parecchio l’erotismo che questo tipo di musica vuol comunicare”. Non si pensi però all’erotismo quale quello proposto dalla cinema, dai telefoni erotici o dai classici siti per adulti, nulla di tutto ciò, perché l’eros a cui fanno riferimento gli Yombe è un qualcosa di molto meno sfacciato e di molto più sensuale. Loro vogliono proporre qualcosa di “sensuale ma non in maniera esplicita”. Una sensualità che Carola definisce “quasi figurata e filtrata”.

Ma allora come nascono le canzoni degli Yombe? “Prima di tutto, essendo noi una coppia anche nella vita sentimentale, cerchiamo di lavorare separatamente per evitare di influenzarci troppo. Carola lavora sulla musica, io sui testi. Ma poi è tutto un rimbalzo continuo di idee, che è poi elemento fondamentale per poter andare avanti”.

Ma il duo non lavora solo ed esclusivamente sulla musica e sui testi, perché c’è un’altra accezione che contraddistingue gli Yombe rispetto al resto dei gruppi presenti sulla scena: l’aspetto visuale. Alfredo d’altronde è pur sempre un laureato all’Accademia delle Belle Arti di Napoli ed è insegnante di progettazione degli spazi sonori, pertanto, parallelamente alla musica, spinge parecchio affinché gli Yombe strizzino l’occhio all’arte. “Il nostro obiettivo – afferma Carola su questo proposito – è di sviluppare una dialettica dell’immagine e di farlo sul palco, nei video, ma anche nelle foto che divulghiamo sui social network. Noi intendiamo comunicare la nostra arte, costruendola step by step con chi ci segue”.

L’arte a cui guardano gli Yombe è anche quella fatta propria dalla cultura africana. Ma qui urge una precisazione: “Più che della cultura africana – precisa Carola – a noi interessava il significato nascosto in quel tipo di cultura. Ci interessa per lo più comunicare cosa può significare una statuetta Yombe (che raffigura figure primitive femminili, ndr). E’ un po’ quello che facciamo con la nostra musica, che intende comunicare una precisa idea di femminilità e di sensualità”.